Le femministe della Nuit Debut

Bambole Spettinate Diavole del Focolare

13140761_10208989791252777_635246993_nQualcuno l’ha rinominata la Primavera Francese, ma è piuttosto conosciuta come la Nuit Debut : cominciata il 31 marzo e mai terminata, nonostante gli sgomberi e gli affrontamenti tra polizia e manifestanti. É la risposta disobbediente alla proposta di legge El Khomri (dal nome della ministra del Lavoro) che disciplina imprese e lavoratori e che, se verrà approvata, sarà a discapito dei soli lavoratori, ancor meglio se precari, assunti a tempo determinato e manco a dirlo, se “lavoratore” è coniugato al femminile.

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Like a virgin

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La verginità nell’era contemporanea e nella cultura occidentale non è più vista come un valore morale. E meno male! Eppure, fino all’altro ieri, il precetto, dettato dalle religioni, era chiaro e inopinabile: una donna doveva sposarsi vergine! Mai ineguaglianza fu più fastidiosa, perché al maschio che convolava a nozze, non era richiesta la stessa dote e d’altronde, è prettamente impossibile verificarne l’illibatezza.

L’etimologia della parola vergine viene dal latino virginem con più significati: fanciulla matura al matrimonio o semplicemente, giovane donna. Le religioni monoteiste hanno da sempre rafforzato questa norma e perdere la verginità prima del matrimonio è considerato peccato nel cristianesimo e reato per la regione islamica. E a volte può prendere un aspetto davvero raccapricciante: è recentissima infatti la notizia secondo la quale Atena Farghadani, una giovane disegnatrice satirica iraniana, sia accusata dal regime teocratico in vigore, di relazioni sessuali illegittime per aver stretto la mano al…

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Corredi di pizzo, cucinette in miniatura e altre amenità

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Forse non lo sai, finché non ne hai coscienza. Non sai manco darle un nome, non hai ancora un lessico appropriato, ma quando acquisti la consapevolezza dovuta, è come vedere la vita a colori. La chiami ingiustizia quella serie di fatti sociali che ti fanno sentire diversa dall’altra metà della popolazione.

Julia con il suo cicciobello Julia con il suo cicciobello

Le femmine sono diverse dagli uomini, le femmine non possono farlo! E giù tutta una serie di fatti normati: non possono vestirsi in un certo modo, sedersi in un certo modo, parlare in un certo modo. Le femmine non possono dire le parolacce, non si confà loro. Le femmine devono giocare con giochi da femmine che riproducono i lavori delle loro mamme e zie: badare al cicciobello (anche quando è nero), preparare il pranzo nella cucinetta in miniatura, stirare i panni e spazzare per terra.

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Chi ha paura del femminismo?

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La comunicazione è fondamentale, sempre! Anche quella rasoterra. Così come lo sono le premesse, che non dovrebbero mai essere l’antitesi di quello che stai per dire.

Quand’ero piccola, molto tempo fa, una vicina di casa, pettegola come la sala d’aspetto d’una parrucchiera, si avvicinò a mia madre, esordendo così: “Signora Maria, non per criticare: ma quella brutta figlia di bagassa…” e continuò imperterrita a “non-criticare” la povera figlia di nonmiricordochi! Sovente, abbiamo captato o sentito in diretta, discorsi che cominciavano con: “Non sono razzista, ma gli zingari/romeni/neri/curdi/cinesi proprio non li sopporto!”. D’una banalità sconcertante! Ed in qualche modo mi fanno sorridere (e anche un po’ arrabbiare), quelle donne che sostengono: “Io sono per la parità dei diritti fra gli uomini e le donne. Ma per carità, non sono mica femminista!

Signore e Signori: questo è il femminismo!

Al di là delle definizioni, che…

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Conosco mille violentatori

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Vi ricordate di Quelli che ben pensano?

Sono intorno a noi, in mezzo a noi,
in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, 
il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile, 
la posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere 
e non far partecipare nessun altro 
nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro:
niente scrupoli o rispetto verso i propri simili 

 Stamattina, sulla pagina di Osez le féminisme, ho trovato un link che ho letto e tradotto. E ho pensato che sì, sono in mezzo a noi. Sdoganiamo comportamenti dei nostri amici, vicini, parenti, manco fossero noccioline, quisquilie. Siamo immersi nello schifo ogni giorno e nemmeno ce ne accorgiamo. Ammicchiamo, diamo pacche sulle spalle, ridiamo di gusto. Se cominciamo a criticare e condannare certi comportamenti lascivi (che poi sfociano in violenza vera e propria) veniamo pure accusate di…

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Vivi e lascia vivere!

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Tira un’aria strana in questo XXI secolo. Nel 2013 la Francia ha finalmente approvato i matrimoni per le persone del medesimo sesso. Questo ha fatto molto scalpore e ha esacerbato le violenze. Così, mentre gli omosessuali gioivano perché veniva loro riconosciuto un diritto sacrosanto, migliaia di altre persone eterosessuali hanno riempito strade, piazze, giardini, perdendo altrettante sacrosante mezze giornate, per manifestare contro una minoranza che aveva acquisito un diritto che a loro era già stato riconosciuto fin dalla notte dei tempi.

Migliaia di persone composte da uomini, donne, giovani, bambini, divorziati, vedovi, zitelli e zitelle, hanno speso tempo ed energie per dissentire su qualcosa che non li riguardava affatto!

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