Birmania

Cari amici e fratelli,

so che è tanto che non vi scrivo, ma qui in Birmania il tempo sembra essersi fermato. E in questo tempo, non esiste il roaming, ne’ internet e le comodita’ occidentali (compresi gli accenti sulla tastiera!). In compenso non ho mai incontrato un popolo cosi’ puro, cosi’ fiero, cosi’ friendly. Tutti ti salutano per strada, allargando sorrisi e sguardi profondi. Ancora esistono bambini che quando passa il treno, gli corrono incontro agitando le mani. Da Yangon a Pyay, 9 ore di treno con sedili da vecchio Far West, abbiamo attraversato campagne, villaggi e terra brulla di fango per fare mattoni. In treno puoi ascoltare la techno dalla radiolina del vicino e comprare ogni sorta di cibarie. Perche’ quando il treno si ferma, nelle stazioni salgono donne e ragazzini con pentoloni e piatti e posate. Dal cherry di pollo alle samosa, dai mandarini alle caraffe di the’. Qui l’ospitalita’ è un invito gustoso a pranzo, con le vecchiette che ti cantano Gingle Bells. Te ne vai con la pancia piena ed il cuore stracolmo. Non fanno altro che riempirti di complimenti, e tu ti senti lusingata e giovane: YOU ARE VERY BEAUTIFUL! YOU ARE SO NICE! Pero’ quando la vecchietta mi ha detto: I LOVE YOU SO MUCH. AND MY SON LOVE YOU SO MUCH…. ho capito che loro sfoggiano tutte le poche parole che sanno! Allora ho capito anche che, non è che mi trovassero davvero bella! Pazienza!
Addirittura 2 vecchiette per strada, estremamente comunicative, ma senza la conoscenza dell’inglese, mi hanno guardato sorridendo e mi hanno detto: THANK YOU! Solo questo. Sapevano solo quella parola li’!
L’Arakan State è un mix di birmani, rakhine, indiani, bengalesi, musulmani. Tutti vogliono farsi fotografare per poi guardarsi nel piccolo schermo. Mrauk-U, antica capitale, è un villaggio colorato immerso nelle rovine di decine e decine di pagode. In un villaggio mi hanno invitato ad entrare a casa di qualcuno, in tutta fretta. Poi una donna mi ha soppesato le tette e mi ha fatto capire di seguirla. Allora siamo entrate in una stanza dove c’era una giovane ragazza e un minuscolo bambino che avra’ avuto al massimo 3 giorni. La mamma non aveva latte per allattarlo quindi lo chiedevano a me. Ma io ho mimato che non ho figli e di conseguenza neppure latte. Mi hanno guardato stupiti e so che se avessimo parlato la stessa lingua mi avrebbero detto: ALLORA CHE TE NE FAI DI TUTTE QUELLE TETTE????? E come dargli torto? Me lo chiedo sempre anch’io! Gli ho dato dei soldini per il latte in polvere, altro non potevo fare.
A Sittwe le mucche passeggiano per strada, insieme ai cani e alle galline. Li’ ho incontrato Kyaw Nyein Hlaing (sembra lungo ma suona quasi come Johnny), un gentleman di 22 anni che stava imparando l’inglese. Dolcissimo ed educatissimo. Siamo rimasti insieme 2 gg in tutto, ma quando mi ha accompagnato al piccolo aeroporto, non la smetteva piu’ di piangere. Una volta seduta in aereo potevo scorgerlo dal finestrino: aveva una mano sugli occhi per proteggersi dal sole, ancora li’ a dirmi: I ALWAYS REMEMBER YOU! Roba che ti potresti anche innamorare, avendoci vent’anni di meno, of course!
Adesso sono a Hpa-An capitale dello Stato Karen. Domani voglio andare al mercato, per vedere se incontro quello strano signore che cura le malattie della pelle con la polvere di scimmia e le zampette dei millepiedi.
Sempre se gli spiriti vogliono!
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