Chi mi credo di essere

Sono nata senza camicia. Nemmeno una striminzita, piccola piccola, che so: uno straccetto con due buchi per le braccine. Macché! Niente di niente! Sono venuta al mondo in una terra arida, con alberi storpiati dal vento e carfiofi bruciati dal sole. Mi sono forgiata per strada, tra “palla avvelenata” e una varietà di imprecazioni indigene: “Oh su cunnu chi t’indari scavuau!”, “Babbu ‘ru corruru”, “An’chi ti curra Maomettu!”…. I sardi son così: devono sempre insaporire tutto. Un banale “scemo” diventava come minimo: “scemo di guerra!”.

Predestinata ad un destino di vacche magre, a volte così tanto da sembrare anoressiche, a sette anni avevo già deciso che non mi sarei sposata… mai! Così quando passavano per i paesi i rappresentanti di biancheria, corredi e pentole, mia madre, barricandosi in casa diceva: Dite che mamma non c’è! E io li mandavo via senza possibilità di replica: Mamma non c’è e non mi voglio sposare! E non voglio nemmeno figliare, perché l’eredità è una brutta cosa, se hai il conto in rosso e nei geni una povertà antica, che ci vogliono generazioni per scrollartela di dosso. All’asilo mi hanno mandata dalle suore. Quattro anni di: Questo non si dice, questo non si fa! Gesù non vuole, Gesù s’arrabbia! Però mi ricordo alla perfezione un pomeriggio dell’ultimo anno ch’era il ’78, un’afa insolita, tutti chini con la testa sul banco a far finta di dormire, per far piacere a Suor Maria. Bussano alla porta e Suor Giovanna entra in lacrime: “Hanno ucciso Aldo Moro!” e si abbracciano tra le convulsioni. Io son tornata a casa e ho detto: “Mamma oggi è morto un vicino di casa delle suore”.

Sono nata da un genitore democristiano e l’altro comunista. E sono traumi che ci vogliono anni di analista per raccapezzarci qualcosa! Ma grazie alla legge di Darwin sono sopravvissuta, rinforzandomi, a morsi e calci in culo. In ordine sparso adoro: viaggiare, scrivere, fare l’amore, il mio mare cristallino e i murales di Orgosolo. Detesto in egual modo: l’arroganza, il formaggio, Emilio Fede, la falsità e l’ignoranza… quella che fa diventare le persone cattive e ottuse. Ho collezionato contratti a termine come fossero carte da gioco: due mesi, sei mesi, tre mesi. Ma non ho vinto nessuna partita. Il mio futuro arriva solo fino a domani. Dopodomani è lontano, dopodomani è già tardi! “L’importante è la salute – mi ripete ormai da più di trent’anni zia Gina – che se manca quella…” E a me solo quella è rimasta! Poi però scopro che l’OMS definisce la salute come la condizione di benessere psichico, fisico e sociale dell’organismo. Azz! Sono spacciata!

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22 thoughts on “Chi mi credo di essere

  1. Meraviglioso Blog! Non solo per il progetto umanitario che e’ l’anima del viaggio e riscalda il cuore; perché per fortuna ci sono animi generosi ed empatici come il tuo, ma per il modo che hai di raccontare tutto questo.
    Leggendoti ho pensato tanto al grande Frank McCourt e come per lui valgono le stesse parole anche per te:
    […]
    “le sue parole ci prendono per mano con travolgente immediatezza attraverso i colori, gli odori i sapori dei vicoli di Limerick, scrive come parla, senti i crampi allo stomaco che ti divorano dalla fame, senti i piedi gelati, l’odore della muffa sui muri e dei vecchi cappotti che ti fanno da coperta, l’umidità della pioggia sui vestiti e il freddo che emana il fiume Shannon”.

    Brava! Sei tutta da leggere e le tue foto colpiscono dritte al cuore. Sei senza orpelli, fortunata scrittrice di suggestive esperienze di vita, eroina dei nostri tempi. Dove niente e’ distante, dove tutto coinvolge. Grazie per il tuo lavoro, per il bene che fai. Puro talento!

  2. mia adoratissima pirigungia arrescottada, hai una grande capacità espressiva che fa ‘sentire’ le cose che scrivi, una dote naturale che secondo me viene fuori dalla schiettezza del tuo essere, senza maschere o accessori, è un piacere viscerale leggere i tuo racconti!
    sono davvero felice di godere della tua Amicizia!
    un bacio a lingua attrottoxiada!!!
    ziu bullettu

  3. Ciao, sono rimasto davvero colpito dal tuo “giovane” blog.
    Resto immobile di fronte alle immagini e agli occhi delle persone che hai incontrato e soprattutto mi fermo a riflettere sulle intense parole che hai partorito.
    Davvero complimenti e grazie per le emozioni che oggi mi hai regalato.
    Spero di rivivere presto altre esperienze.
    Alla prossima occasione,
    G.

  4. simpatica e ironica come una sarda (che non è un pesce, ma anche si). scrivi da Dea e le foto sono bellissime. grazie al corso DPI, che mi ti ha fatto conoscere.

  5. e la saga continua ….leggo con avidità i tuoi scritti,morbosamente,curioso di sapere cosa mi racconti nel rigo ke segue ….decisamente stupefatto di come le tue parole mi danno un susseguirsi di immagini,come stessi seguendo un film di avventura,vorrei ke la lettura nn finisse mai,x potere vivere dentro questo tuo film x sempre … barbara già te l’ho detto e sempre te lo ripeterò sei una scrittrice nata …….sei super ……continua cosi ti prego ……brava.

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